Io non volo Alitalia
Sarebbe indispensabile che determinate pubblicità non vengano più tollerate, e che questa intolleranza si faccia sentire, forte e chiara, con tutti i mezzi, anche attraverso il consumo critico. E’ uno strumento utile per far capire che non ci stiamo, come fa l’Associazione Protocollo contro la pubblicità sessista e come dovremmo fare tutte/i noi.
Se per Alitalia le mogli, ma anche le compagne, sono e devono essere solo cameriere/hostess e badanti, noi che non siamo quel tipo di donne diciamolo e non scegliamo la loro compagnia.
A loro e a tutti quegli uomini che sorrideranno vedendo la pubblicità e a tutte quelle donne che sorrideranno dicendo, “…ma si è una pubblicità!”.
Siamo stufe della giustificazione che con l’ironia dobbiamo accettare le peggio schifezze e la costriz ione in ruoli oramai obsoleti.
C’è l’invito anche da parte della commissione europea, attraverso la risoluzione del 3 settembre 2008, a tutti, professionisti e istituzioni a combattere gli stereotipi sessisti in pubblicità e nel marketing. Dove sono le aziende e le Istituzioni che raccolgono questo invito, mentre sanno raccogliere subito quello sull’aumento dell’età pensionabile?
Comunque la figura peggiore, la fanno gli uomini infantili che richiedono analoghe attenzioni di un bambino, che vogliono mogli così, che non sanno creare un rapporto diverso dall’utilitarismo, che non sanno occuparsi di se stessi, che non sanno relazionarsi con un’altra persona in maniera paritaria, perchè non sanno mettersi in gioco, discutere……..
Siccome ci sono uomini intelligenti, che questi dicano qualcosa, devono sempre fare la figura da idioti? vedi bialetti, de longhi, relish, alitalia e ……..

Tra pochi giorni andrà in onda la stessa pubblicità dove la passeggera è la moglie e lo steward è il marito.
Sei più contenta adesso?
Lorenza