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		<title>Corpi in scena:  immagini femminili nei media</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 12:06:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admail</dc:creator>
				<category><![CDATA[associazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 11 settembre ore 18
Caffè delle donne
Festa Democratica 
MM Lampugnano
Corpi in scena

immagini femminili nei media
DonneInQuota e AMICHE di ABCD  
con Marina Cavallini, 
Arianna Censi, 
Antonella Eberlin, 
Laura Ferrante
Patrizia Quartieri

ti aspettano





]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Sabato 11 settembre ore 18</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Caffè delle donne<br />
<span style="color: #ff6600;">Festa Democratica </span><br />
MM Lampugnano</strong></p>
<h1 style="text-align: center;"><strong><em>Corpi in scena</em></strong></h1>
<p style="text-align: center;">
<h1 style="text-align: center;"><strong><em>immagini femminili nei media</em></strong></h1>
<p style="text-align: center;"><strong>DonneInQuota e AMICHE di ABCD</strong> <strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>con Marina Cavallini, </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Arianna Censi, </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Antonella Eberlin, </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Laura Ferrante</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Patrizia Quartieri</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong>ti aspettano<br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il vecchio che avanza</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 11:18:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admail</dc:creator>
				<category><![CDATA[associazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La battuta mancata
di Valeria Palumbo
Non c’è alcun nesso, lo dico subito, tra gli assassini con la patente di giudici che vogliono lapidare Sakineh Mhammadi Ashtiani in Iran, e quel “vecchio bavoso” (come Michela Murgia pare l’abbia giustamente definito) di Bruno Vespa, che alla premiazione per l’opera prima del Campiello, a Venezia, ha invitato la regia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La battuta mancata</strong><br />
<em>di Valeria Palumbo</em></p>
<p><a href="http://lnx.donneinquota.org/wp-content/uploads/2010/09/silvia_avallone_0011pic.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1012" style="margin: 5px;" title="silvia_avallone_0011pic" src="http://lnx.donneinquota.org/wp-content/uploads/2010/09/silvia_avallone_0011pic-300x199.jpg" alt="silvia_avallone_0011pic" width="300" height="199" /></a>Non c’è alcun nesso, lo dico subito, tra gli assassini con la patente di giudici che vogliono lapidare Sakineh Mhammadi Ashtiani in Iran, e quel “vecchio bavoso” (come Michela Murgia pare l’abbia giustamente definito) di Bruno Vespa, che alla premiazione per l’opera prima del Campiello, a Venezia, ha invitato la regia a inquadrare lo “strepitoso décolleté” di Silvia Avallone. Però viene naturale il dubbio che dietro si nasconda, in termini molto diversi e con esiti, per fortuna, molto diversi, la stessa concezione del corpo della donna come “a disposizione” del maschio. Chiunque egli sia. E a prescindere da ciò che vuole la donna. La povera Sakineh, vedova, non può andare a letto con chi pare (e per noi potrebbe andare a letto con chi le pare pure se non fosse vedova, ci mancherebbe). E la Avallone, premiata per un libro, deve subirsi gli untuosi complimenti di un signore che lei, immagino, non si sognerebbe di incoraggiare in alcun modo. E questo dà parecchio fastidio. Io però vorrei notare che, se la povera Sakineh non può fare nulla per sottrarsi al suo orribile destino (potrebbero farlo, e qualche volta ci hanno provato, le donne iraniane tutte insieme, ma forse non ne hanno ancora la forza), la Avallone poteva reagire. Ho trovato piuttosto surreale che per lei abbia protestato, e con grande lucidità, Michela Murgia: «Il comportamento di Vespa e quegli apprezzamenti non mi sono affatto piaciuti. L’avesse fatto a me, avrebbe avuto la risposta che meritava». Mentre l’Avallone ha abbozzato come una scolaretta sul palco (temeva che le togliessero il premio?) e dopo ha commentato: «Francamente preferisco fregarmene e tirare diritto, come hanno imparato a fare le donne quando ti capitano cose simili». Eh no. Sarà pur vero che certe donne devono tirare dritto. Ma se una che ha appena vinto un premio letterario prestigioso (e non un concorso di bellezza o di cucina) e sta su un palco prestigioso, non riesce a trovare le parole per rimettere il “vecchio bavoso” al suo posto e dimostrare alle altre che “si può fare”, che ne abbiamo il diritto, che ci siamo stufate, perde un’ottima occasione per spingere un po’ più in là quell’inerte confine dei diritti, che per le donne sembra sempre un po’ più inerte. La Avallone non ha scritto un manuale di floricoltura. In <em>Acciaio</em> ha raccontato di ragazze nate nel 1987 nella dura realtà delle fabbriche di Piombino. Lo ha fatto per vincere il premio o per dare voce a un mondo? Insomma, si è resa conto che nella sua scelta letteraria c’era anche una scelta di impegno? La Avallone aveva il diritto di vestirsi come le pareva per ritirare il premio. E su questo non ci devono essere dubbi. Se no torniamo all’Iran di Sakineh (o a quel mondo sognato dalla Chiesa che, davanti ai proclami idioti di Gheddafi sull’islamizzazione dell’Europa, ha saputo solo commentare che è peggio la laicizzazione). Ma di certo, perfino vestita da Vispa Teresa, aveva il dovere di difendere (con una battuta, per carità) la sua dignità. Per tutte le ragazze come Anna e Francesca, le protagoniste del suo libro, che sotto un riflettore importante non ci si troveranno mai. Che non potranno mai dire la loro. E che, ancora oggi, hanno la vita più dura solo e soltanto perché sono donne.</p>
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		<title>REGIONE LOMBARDIA 15 uomini e 1 donna</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 14:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admail</dc:creator>
				<category><![CDATA[1 - rappresentanza]]></category>
		<category><![CDATA[50E50]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Legge Regione Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>

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		<description><![CDATA[

A settembre, il TAR della Lombardia si pronuncerà sul ricorso con cui sono state impugnate le nomine della Giunta regionale lombarda: 16 assessori di cui 15 uomini e soltanto 1 donna, in totale contrasto con l’art. 11 dello Statuto regionale che invece prescrive «il riequilibrio di genere negli organi di governo della Regione».
Ispirandosi ai valori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><strong></strong></h1>
<p><a href="http://lnx.donneinquota.org/wp-content/uploads/2009/09/diq.JPG"><img class="alignleft size-full wp-image-276" title="diq" src="http://lnx.donneinquota.org/wp-content/uploads/2009/09/diq.JPG" alt="diq" width="192" height="72" /></a></p>
<p>A settembre, il TAR della Lombardia si pronuncerà sul ricorso con cui sono state impugnate le nomine della Giunta regionale lombarda: 16 assessori di cui 15 uomini e soltanto 1 donna, in totale contrasto con l’art. 11 dello Statuto regionale che invece prescrive «il riequilibrio di genere negli organi di governo della Regione».<br />
Ispirandosi ai valori dell’art. 3 e all’art. 51 della Costituzione italiana, nonché agli stessi scopi fondativi, DonneInQuota, associazione culturale nata dal corso “Donne, Politica e Istituzioni” promosso dal 2004 in più di 40 università itaiane dal Ministero per le Pari Opportunità e in seguito rifinanziato, da sempre ha intrapreso iniziative a favore della rappresentanza politica femminile, partecipando alla raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare 50E50 denominata “Norme di Democrazia Paritaria per le Assemblee elettive” promossa da UDI, Unione Donne In Italia, seguendo i lavori di stesura dello Statuto regionale in materia di democrazia paritaria e ultimamente scrivendo al Presidente del Consiglio regionale proprio per sollecitare l’applicazione dell’art. 11, al momento delle nomine, nonché con incontri e dibattiti a tema.<br />
Oggi, visto che la sua applicazione è stata disattesa, ci sembra naturale, sostenere i principi espressi nel ricorso, intervenendo ad adiuvandum.</p>
<p>Durante la Festa Democratica (che si terrà a Milano dal 2 al 22 settembre), che nel 2007 ci ha visto raccogliere numerose firme per la proposta di legge 50E50, saremo ospiti nello stand dell’Associazione Donne in Rete, che ci sostiene in questo progetto.<br />
Riteniamo importante questa ospitalità, perché sappiamo quanto sia utile la rete tra Associazioni, gruppi o singole donne per raggiungere comuni obiettivi. Pensiamo che cambiare la prospettiva, aggiungendo sguardi di donne alla rappresentanza politica, cambi anche l’attenzione su tutti i problemi che riguardano le donne, oltre che al modo in cui si fa politica.<br />
Il nostro intento è quello di coinvolgere, in questa importante battaglia di democrazia paritaria, non solo chi già ha iniziato questo percorso con noi, firmando la proposta di legge 50E50, ma anche altre persone, con materiale informativo e incontri sull’argomento. Ci attiveremo allo scopo di condividere il percorso che stiamo intraprendendo e raccogliere i fondi necessari per il nostro intervento.</p>
<p>Un’equilibrata rappresentanza femminile in Regione Lombardia è un obiettivo a favore non solo delle donne, ma dell’intera società.</p>
<p>Vi aspettiamo.</p>
<p>Donatella Martini<br />
La Presidentete</p>
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		<title>La risposta dell&#8217;IAP</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 20:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admail</dc:creator>
				<category><![CDATA[associazione]]></category>

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		<description><![CDATA[
Segnalazione  affissioni pubblicitarie “Montami a costo zero”, relativo  agli impianti ‘Caudron’
 
rilevate nella città di Milazzo nel mese di luglio 2010
Con riferimento alla segnalazione in oggetto, comunichiamo che il Comitato  di Controllo in data 19/7/10, sulla base di una segnalazione ricevuta il  15/7/10, ha emesso ingiunzione di desistenza dalla diffusione del messaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.donneinquota.org/wp-content/uploads/2010/07/iap.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-954" title="iap" src="http://lnx.donneinquota.org/wp-content/uploads/2010/07/iap-300x110.jpg" alt="iap" width="300" height="110" /></a></p>
<p><strong><em>Segnalazione  affissioni pubblicitarie “Montami a costo zero”, </em></strong><em>relativo  agli impianti ‘Caudron’</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>rilevate nella città di Milazzo nel mese di luglio 2010</em></p>
<p>Con riferimento alla segnalazione in oggetto, comunichiamo che il Comitato  di Controllo in data 19/7/10, sulla base di una segnalazione ricevuta il  15/7/10, ha emesso ingiunzione di desistenza dalla diffusione del messaggio per  la violazione dell’art. 10 &#8211; <em>Convinzioni morali, civili, religiose e  dignità della persona -</em> del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.</p>
<p>Precisiamo che  il provvedimento ingiuntivo acquisterà efficacia di decisione  definitiva allo scadere del termine previsto ex art. 39 del CA, ovvero il 30 luglio  p.v. qualora la parte non proporrà motivata opposizione. Vi terremo informati sul seguito della pratica.</p>
<p>Ringraziando</p>
<p>Vi per  l’apprezzata collaborazione, porgiamo i nostri migliori saluti.</p>
<p>I.A.P.<br />
La Segreteria</p>
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		<title>Le scuse della Cauldron Hosting</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 18:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admail</dc:creator>
				<category><![CDATA[pubblicità]]></category>

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		<description><![CDATA[




Spett.  Associazione donne in quota
La presente per  rispondere alla Vs comunicazione in merito alla campagna pubblicitaria  &#8220;scandalo&#8221; da voi sotto riportata e rassicurarVi del fatto che i  cartelli saranno sostituiti in giornata.
mi scuso  personalmente per il movimento creato dal messaggio, definito da alcuni  dei Vs collaboratori  indecoroso e sessista, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<div style="word-wrap: break-word;">
<div>
<blockquote>
<div style="word-wrap: break-word;">
<div><a href="http://lnx.donneinquota.org/wp-content/uploads/2010/07/couldron.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-947" style="margin: 10px;" title="couldron" src="http://lnx.donneinquota.org/wp-content/uploads/2010/07/couldron-300x114.jpg" alt="couldron" width="300" height="114" /></a>Spett.  Associazione donne in quota</div>
<div>La presente per  rispondere alla Vs comunicazione in merito alla campagna pubblicitaria  &#8220;scandalo&#8221; da voi sotto riportata e rassicurarVi del fatto che i  cartelli saranno sostituiti in giornata.</div>
<div>mi scuso  personalmente per il movimento creato dal messaggio, definito da alcuni  dei Vs collaboratori  indecoroso e sessista, di certo non era una  campagna creata per fare scalpore,  se pur vero che contenesse  un  messaggio forte,  non si discosta tanto dalle migliaia di campagne  pubblicitarie propinateci giornalmente da aziende di lingerie o dai  media che trasmettono su canali frequentati da bambini messaggi e  immagini hot in orari pomeridiani, ma soprattutto essendo un  imprenditore che ha avuto la fortuna di operare su territori diversi,  Milano, Firenze, Roma, dove la comunicazione è piena di messaggi  sarcastici e  coadiuvanti dove una campagna come quella proposta dalla  nostra azienda sembrerebbe un messaggio innocente e simpatico e di  sicuro stimolo, non mi sarei mai aspettato un riscontro di immagine  negativa in questo senso, ,in una città che si ritiene tanto aperta dove   basta fare una passeggiata sul percorso pedonale  per vedere donne  uomini che di sicuro trasmettono molto meglio la parola &#8221; osceno &#8221; nei  movimenti abbigliamento ecc&#8230; e mi chiedo:  anche in quel caso dovremmo  tenere i ns bimbi in casa? non vuole essere una polemica ne un mezzo di  giustificazione, quindi la risposta alla vostra domanda cioè se il  prodotto trattato dalla mia azienda poteva essere meglio narrato  ovviamente rispondo credo di si..   viste le critiche mosse in questo  senso, ovviamente ci tengo a sottolineare che abbiamo ricevuto  tantissime telefonate e mail di richieste sul nostro prodotto nonché  complimenti per la campagna pubblicitaria e questo anche da donne che  sicuramente non si sono sentite offese o  disturbate, è importante  capire che ne io ne la mia società abbiamo intenzione di far crescere  messaggi e o atteggiamenti svilenti per la donna o per l&#8217;umanità in  genere, all&#8217;incontrario appoggiamo in questo senso la crescita di una  società consapevole e razionale che non proponga atteggiamenti negativi  come esempio per i nostri figli. Di conseguenza chiedo scusa a nome mio  e della Cauldron se il messaggio lanciato dalla società di  comunicazione al quale ci siamo rivolti lede in qualche modo lo spirito  sopra descritto, aggiusteremo  senzaltro il tiro riguardando più e più  volte le campagne proposte dalle agenzie di comunicazione,  allo stesso  modo mi ritengo però danneggiato da componenti di alcune associazione a  cui voi fate riferimento che a differenza della Vs comunicazione che ci è  pervenuta e avete lanciato nei vari organi competenti ma con grande  onestà e spirito di riflessione anno optato per insulti e ingiurie senza  neanche riflettere sul percorso della mia azienda che rappresenta  senzaltro un grande esempio di valorizzazione di imprenditoria giovanile  in italia e che crea decine di posti di lavoro in loco,   e soprattutto  senza riflettere sul fatto che da 6 anni a questa parte che operiamo  sul territorio mai una delle nostre campagne, gesti o azioni era stata  sottoposta a critiche di qualsiasi natura, questo dimostra la nostra  buona fede, è sarebbe senzaltro più giusto il dialogo piuttosto che  l&#8217;aggressione. Detto questo Vi ringrazio per il vostro appunto e spero  che comprendiate la buona fede con il quale si è svolta la campagna.</div>
</div>
</blockquote>
</div>
</div>
</blockquote>
<p>Calderone Federico</p>
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		<title>Cauldron Hosting</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 21:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admail</dc:creator>
				<category><![CDATA[pubblicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Egregio Dr. Calderone,
come presidente della Cauldron Holding è proprio sicuro che il suo prodotto non potesse essere meglio narrato con un altro tipo di pubblicità?
Quando gli elementi visivi e testuali contenuti in una pubblicità veicolano una carica svilente dell’immagine della donna, DonneInQuota si appella agli enunciati dell’ Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, per ottenerne la rimozione.
D’altra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lnx.donneinquota.org/wp-content/uploads/2010/07/montami.JPG"><img class="alignleft size-full wp-image-939" style="margin: 10px;" title="montami" src="http://lnx.donneinquota.org/wp-content/uploads/2010/07/montami.JPG" alt="montami" width="203" height="153" /></a>Egregio Dr. Calderone,</p>
<p>come presidente della Cauldron Holding è proprio sicuro che il suo prodotto non potesse essere meglio narrato con un altro tipo di pubblicità?</p>
<p>Quando gli elementi visivi e testuali contenuti in una pubblicità veicolano una carica svilente dell’immagine della donna, DonneInQuota si appella agli enunciati dell’ Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, per ottenerne la rimozione.</p>
<p>D’altra parte, un’agenzia di pubblicità come quella che ha studiato la comunicazione in oggetto, disattende più di un articolo del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria:</p>
<ul>
<li>art.1 Lealtà della comunicazione commerciale</li>
<li>art. 2 Comunicazione commerciale ingannevole</li>
<li>art. 9 Violenza, volgarità e indecenza</li>
<li>art. 10 Convinzioni morali, civili, religiose e      dignità della persona</li>
<li>art. 11 Bambini e adolescenti</li>
</ul>
<p>Ricordiamo inoltre che essendo un’affissione stradale, non selezionabile dunque dal consumatore, é rivolta anche a bambini e adolescenti e sappiamo tutti che  essi non hanno gli stessi strumenti critici o di decodificazione del messaggio degli adulti o l’esperienza di cogliere metafore che troppo spesso vengono definite ironiche dagli autori.</p>
<p>Come possiamo pensare che possano crescere, maschi e femmine, da pari e costruirsi una identità di genere pari se la donna non viene riconosciuta come interlocutrice, possibile acquirente ma solo come merce di scambio?. Dove sono i modelli di autorevolezza che le giovani generazioni devono avere e a cui fare riferimento?</p>
<p>DonneInQuota ritiene che qualsiasi comunicazione svilente della dignità delle donne rappresenti una violenza morale, che può incentivare comportamenti fisicamente violenti. Facciamo riferimento a questo proposito Risoluzione Europea del 3 settembre 2008 sugli stereotipi di genere e le Pari Opportunità e alle recenti parole del Presidente della Repubblica Napolitano:</p>
<p><em>“Uno stile di comunicazione che offende le donne “nei media, nelle pubblicità, nel dibattito pubblico può offrire un contesto favorevole dove attecchiscono molestie sessuali, verbali e fisiche, se non veri e propri atti di violenza anche da parte di giovanissimi . Non intendo entrare nel merito degli strumenti pratici da voi proposti, ma è certamente importante che si ponga un argine a questo dilagare della tendenza alla sottovalutazione o all’aperto disprezzo della dignità femminile, educando fin dall’infanzia i giovani al rispetto delle donne, le ragazze a pretenderlo e ancor di più i ragazzi a esprimerlo”(Fonte Ansa, 15/04/2010).”</em></p>
<p>Qualsiasi comunicazione che associ l’immagine della donna a un “servizio” a pagamento o gratuito ci offende e con noi tutte le donne costrette nel ruolo di spettatrici passive, e offende anche gli uomini intelligenti (considerati in questo caso al pari di bestioni da monta).</p>
<p>Non è la presenza delle modelle più o meno nude, a determinare di per sé una lesione alla persona e alla sua dignità, ma l’uso del loro corpo e il senso della posa e dell’atteggiamento, ammiccanti ed evidentemente allusivi a una disponibilità sul piano sessuale.</p>
<p>Chiediamo quindi:</p>
<p>-        alla Cauldron Holding di ritirare immediatamente la pubblicità</p>
<p>-        all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria di esprimersi in merito</p>
<p>-        alla Ministra per le Pari Opportunità di prendere finalmente posizione di fronte ai continui “attacchi” alla dignità della donna da parte dei media in generale e della pubblicità in particolare</p>
<p>-        alla Presidente del Women’s Rights and Gender Equality del Parlamento Europeo, Mrs. Eva-Britt Svensson di esprimersi in merito, ribadendo la stretta connessione tra la sovra- esposizione del corpo femminile nei media e il femminicidio, prima causa di morte tra le donne</p>
<p>-        a tutte le Istituzioni e alle Associazioni dei consumatori affinché tutelino i diritti delle cittadine, delle consumatrici, delle lavoratrici oggi così necessarie per la crescita di tutta la società</p>
<p>-        al Sindaco di Milazzo, al Presidente della Giunta Provinciale, ai vari assessori, alla Presidentessa della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Messina, al Presidente della regione Sicilia e ad altri ancora per chiedere loro se è questa l’immagine della Sicilia che vogliono dare, quella di una regione fortemente maschilista e retrograda</p>
<p>Fiduciose in un pronto intervento restiamo in attesa  di riscontro e porgiamo cordiali saluti.</p>
<p><a href="http://lnx.donneinquota.org/wp-content/uploads/2010/07/montami1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-952" title="montami1" src="http://lnx.donneinquota.org/wp-content/uploads/2010/07/montami1-300x225.jpg" alt="montami1" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Lettera inviata a:</p>
<p>Spett.li Società:</p>
<p><strong>Cauldron Holding</strong><br />
Via Umberto I, 46<br />
98050 Milazzo (Me)</p>
<p>C.a. Dr. Federico Calderone</p>
<p><a href="mailto:amministrazione@cauldronholding.com">amministrazione@cauldronholding.com</a><br />
comunication@ cauldronholding.com<br />
executive@ cauldronholding.com<br />
info@ cauldronholding.com</p>
<p><strong>A:</strong></p>
<p><strong>Istituto Autodisciplina Pubblicitaria</strong><br />
Via Larga 1520122 Milano<a href="mailto:iap@iap.it"><br />
iap@iap.it</a></p>
<p><strong>AssoComunicazione</strong><br />
Via Larga, 31<br />
20122 Milano<br />
<a href="mailto:info@assocomunicazione.it">info@assocomunicazione.it</a></p>
<p><strong>Ministra per le Pari Opportunità</strong><br />
On.Mara Carfagna</p>
<p>Dipartimento per le Pari Opportunità<br />
Largo Chigi, 19<br />
00187 Roma<br />
segreteria.pariop@palazzochigi.it</p>
<p><strong>Women’s Rights and Gender Equality</strong></p>
<p>Mrs. Eva-Britt Svensson</p>
<p>President</p>
<p>eva-britt.svensson@europarl.europa.eu</p>
<p>ip-femm@europarl.europa.eu</p>
<p>Ufficio di Rappresentanza</p>
<p>Via 4 Novembre,</p>
<p>ROMA</p>
<p><strong>Parlamento Europeo</strong></p>
<p>Ufficio di Milano<br />
c.a. dott.ssa Cavenaghi – Smith<br />
Corso Magenta, 59<br />
20123 Milano<br />
<a href="mailto:epmilano@europarl.europa.eu">epmilano@europarl.europa.eu</a></p>
<p><strong>UDI Unione Donne In Italia</strong></p>
<p>Via dell&#8217; Arco di Parma 15</p>
<p>00186 Roma (RM)</p>
<p>udinazionale@gmail.com</p>
<p>e per conoscenza a:</p>
<p>Presidentessa</p>
<p><strong>Commissione Pari Opportunità Provincia di Messina</strong><br />
Briguglio Paola<br />
p.briguglio@provincia.messina.it</p>
<p><strong>Presidente Regione Sicilia </strong></p>
<p>Raffaele Lombardo<br />
<a href="mailto:rlombardo@ars.sicilia.it">rlombardo@ars.sicilia.it</a></p>
<p><strong>Sindaco </strong></p>
<p><strong>Carmelo Pino</strong><br />
<a href="mailto:sindacomilazzo@tiscali.it">sindacomilazzo@tiscali.it</a></p>
<p><strong>U.R.P.</strong></p>
<p><a href="mailto:urp@comune.milazzo.me.it">urp@comune.milazzo.me.it</a></p>
<p><strong>Presidente Giunta Provinciale</strong><br />
G.Ricevuto<br />
<a href="mailto:g.ricevuto@provincia.messina.it">g.ricevuto@provincia.messina.it</a></p>
<p>Assessora Daniela <strong>Bruno<br />
</strong><a href="mailto:d.bruno@provincia.messina.it">d.bruno@provincia.messina.it</a></p>
<p>Assessore<strong> </strong>Mario <strong>D&#8217;Agostino<br />
</strong><a href="mailto:m.dagostino@provincia.messina.it">m.dagostino@provincia.messina.it</a></p>
<p>Assessore Renato <strong>Fichera </strong><br />
<a href="mailto:r.fichera@provincia.messina.it">r.fichera@provincia.messina.it</a></p>
<p>Assessore<strong> </strong> Giuseppe <strong>Martelli<br />
</strong><a href="mailto:g.martelli@provincia.messina.it">g.martelli@provincia.messina.it</a></p>
<p>Assessora Maria <strong>Perrone<br />
</strong><a href="mailto:m.perrone@provincia.messina.it">m.perrone@provincia.messina.it</a></p>
<p>Assessore Nino Strano<br />
<a href="mailto:urp.dipturismo@regione.sicilia.it">urp.dipturismo@regione.sicilia.it</a></p>
<p>Assessore Marco Venturi</p>
<p>Assessore Gaetano Armao</p>
<p>Assessore Nicola Leanza<br />
assessore.famiglia@regione.sicilia.it</p>
<p>Dott. Francesco Attaguile<br />
Sede di Bruxelles251, Avenue Louise &#8211; 1050 Bruxelles<a href="mailto:dgrelex@regione.sicilia.it"><br />
presidenza.bruxelles@regionesiciliana.be</a></p>
<p>A.C.U. &#8211; ASSOCIAZIONE CONSUMATORI UTENTI<br />
Piazzale FALCONE E BORSELLINO n. 12<br />
91100 &#8211; TRAPANI<br />
<a href="mailto:ddijud@tin.it">ddijud@tin.it</a></p>
<p>ADICONSUM SICILIA<br />
Piazza CASTELNUOVO n. 35<br />
90141 – PALERMO<br />
<a href="mailto:adiconsumsicilia@tiscali.it">adiconsumsicilia@tiscali.it</a></p>
<p>ADOC SICILIA<br />
Via E. ALBANESE n. 92/a<br />
90139 – PALERMO<br />
<a href="mailto:adocsicilia@libero.it">adocsicilia@libero.it</a></p>
<p>ADUC FUNZIONE SOCIALE ONLUS<br />
Viale TERACATI n. 170<br />
96100 – SIRACUSA<br />
<a href="mailto:aduc@aduc_funzionesociale.it">aduc@aduc_funzionesociale.it</a></p>
<p>ASSOCIAZIONE CONSUMATORI SICILIANI<br />
Via XX Settembre, n. 1498066 – PATTI – (ME)<br />
<a href="mailto:assoconsumatorisiciliani@gmail.com">assoconsumatorisiciliani@gmail.com</a></p>
<p>ASSOCONSUM  ONLUS<br />
Via Emilia n. 23<br />
90100 – PALERMO<br />
<a title="_blank" href="mailto:assoconsumsicilia@tiscali.it">assoconsumsicilia@tiscali.it</a></p>
<p>ASSOUTENTI<br />
Via  REMO SANDRON n. 63<br />
90143 – PALERMO<br />
<a href="mailto:assoutentisicilia@hotmail.com">assoutentisicilia@hotmail.com</a></p>
<p>CITTADINANZATTIVA SICILIA<br />
Via P. MASCAGNI n. 62/a<br />
95129 – CATANIA<br />
<a href="mailto:cittadinanzattivasicilia@cittadinanzattivasicilia.it">cittadinanzattivasicilia@cittadinanzattivasicilia.it</a></p>
<p>CODACONS SICILIA<br />
Via PASSO GRAVINA n. 10<br />
95125 – CATANIA<br />
<a href="mailto:info@codaconsicilia.it">info@codaconsicilia.it</a></p>
<p>CODICI<br />
Via RESUTTANA n. 352<br />
90138 – PALERMO<br />
<a href="mailto:codici.sicilia@codici.org">codici.sicilia@codici.org</a></p>
<p>CONFCONSUMATORI SICILIA<br />
Via G. BORRELLO n. 80/D<br />
95100 – CATANIA<br />
confconsumatorisicilia@hotmail.com</p>
<p>CONFEDERAZIONE NAZIONALE NUOVI CONSUMATORI EUROPEI<br />
ViA  GIUSEPPE VERDI n.155<br />
95100 – CATANIA<br />
<a href="mailto:nuoviconsumatori@libero.it">nuoviconsumatori@libero.it</a></p>
<p>CONSUMATORI ASSOCIATI<br />
Via  RISORGIMENTO n. 172 is. 111<br />
98123 &#8211; MESSINA<br />
<a href="mailto:info@consumatoriassociati.it">info@consumatoriassociati.it</a></p>
<p>FEDERCONSUMATORI SICILIA<br />
Via  ROMA n. 72<br />
90133 – PALERMO<br />
<a href="mailto:federconsumatori_pa@libero.it">federconsumatori_pa@libero.it</a></p>
<p>IL DIFENSORE CIVICO<br />
Via  ARGENTO  n. 2<br />
92100 – AGRIGENTO<br />
<a href="mailto:difensore.civico@alice.it">difensore.civico@alice.it</a></p>
<p>LA CASA DEL CONSUMATORE<br />
Via  ENRICO PARISI N. 4<br />
90141 – PALERMO<br />
<a href="mailto:giorgiacera@hotmail.com">giorgiacera@hotmail.com</a></p>
<p>LEGA CONSUMATORI SICILIA<br />
Via BENEDETTO CASTIGLIA n. 8<br />
90141 – PALERMO<br />
<a href="mailto:info@erripa.org">info@erripa.org</a></p>
<p>MOVIMENTO CONSUMATORI PALERMO<br />
Via  MONTEPELLEGRINO n. 108<br />
90142 – PALERMO<br />
<a href="mailto:palermo@movimentoconsumatori.it">palermo@movimentoconsumatori.it</a></p>
<p>MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO<br />
Via  BARI n. 52<br />
90133 – PALERMO<br />
<a href="mailto:palermo@mdc.it">palermo@mdc.it</a></p>
<p>NOI CONSUMATORI</p>
<p>Via RAIMONDO FELETTI n. 8<br />
95125 – CATANIA<br />
<a href="mailto:noiconsumatori@alice.it">noiconsumatori@alice.it</a></p>
<p>SICILIA CONSUMATORI</p>
<p>VIA DEI NEBRODI n. 55<br />
90146 – PALERMO<br />
<a href="mailto:siciliaconsumatori@libero.it">siciliaconsumatori@libero.it</a></p>
<p>UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI<br />
Via  IMERA n. 85<br />
92100 – AGRIGENTO<br />
<a href="mailto:consumatori.sicilia@alice.it">consumatori.sicilia@alice.it</a></p>
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		<title>Ma quale amore?!</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 09:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma quale amore?!
di Valeria Palumbo
Sono indignata e preoccupata da come i quotidiani nazionali, a cominciare dal Corriere della Sera e dalla Repubblica (ossia da chi non te l&#8217;aspetti), stanno trattando l&#8217;ondata di assassinii di  donne. Sabato 10 luglio il Corriere della Sera titolava &#8220;E l&#8217;amore si trasforma in sangue&#8221;. Peggio ancora ha fatto la Repubblica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ma quale amore?!</strong><br />
<em>di Valeria Palumbo</em></p>
<p>Sono indignata e preoccupata da come i quotidiani nazionali, a cominciare dal Corriere della Sera e dalla Repubblica (ossia da chi non te l&#8217;aspetti), stanno trattando l&#8217;ondata di assassinii di  donne. Sabato 10 luglio il Corriere della Sera titolava &#8220;E l&#8217;amore si trasforma in sangue&#8221;. Peggio ancora ha fatto la Repubblica lunedì 12 luglio in un articolo di Nicola Pellicani che racconta l&#8217;assassinio di una ragazza di 16 anni, Eleonora Noventa, a opera di un pazzo (ma non bisognerebbe neanche definirlo così: se ne sminuisco le responsabilità), Fabio Riccato, di anni 30, che si è poi ammazzato. Pellicani parla di &#8220;tragedia dell&#8217;amore&#8221;. Stiamo scherzando?! Ma quale amore?! Molto più correttamente uno psichiatra Stefano Ferracuti,professore Associato di Psicologia Clinica alla Sapienza di Roma, intervistato il 12 luglio  dal Gr1 delle 8 ha detto (<a href="http://www.radio.rai.it/grr/grcontinua.cfm?GR=1&amp;L_DATA=2010-07-12&amp;L_ORA=08:00">www.radio.rai.it/grr/grcontinua.cfm?GR=1&amp;L_DATA=2010-07-12&amp;L_ORA=08:00#</a>), a proposito dell&#8217;uccisione di Eleonora:</p>
<p>1. Questi sono uomini con disturbi gravi della personalità e i disturbi gravi sono in aumento soprattutto fra gli uomini. A contribuire al disordine è il consumo crescente di cocaina che rende paranoici.</p>
<p>2. Questi uomini non riescono ad accettare il fatto che le donne siano cambiate, e non solo non subiscono più la violenza tradizionale che la società ha sempre imposto alle donne, soprattutto all&#8217;interno della famiglia, ma sono ormai autonome e in grado di decidere per se stesse.</p>
<p>Ancora una volta: ma quale amore? Basta usare termini come &#8220;gelosia&#8221;, espressioni come &#8220;non poteva fare a meno di lei&#8221;, &#8220;delitto passionale&#8221; e altre cretinate da romanzo d&#8217;appendice (o di tribunale italiano degli anni CInquanta e Sessanta).</p>
<p>Occorre reagire. E affrontare il tema nelle scuole: davvero i ragazzi parlano ancora in questi termini? Sono persuasa che il primo errore (soprattutto dei media) è bollare queste violenze come novità: la violenza sulle donne è un pilastro della società patriarcale. Ed è sempre scattata nei casi di ribellione. La differenza, forse, è che oggi la “ribellione” è diventata standard. Sono loro “i maschi resistenti” a doversi adeguare. Perché lo facciano occorre che prima arrivino le leggi. E un mutato atteggiamento dei media. Il linguaggio non è indifferente. Ma a proposito: dov’è in questi giorni il governo (e non solo la ministra alle Pari opportunità? Perché considera un’emergenza approvare la legge bavaglio e non fermare l’ondata di ginocidi? Sarà mica perché il premier è, come si autodefinisce, un “playold” che invoca gli astanti al Med Forum di Milano (repubblica.it, 12 luglio 2010): «Qualche volta portatevi anche qualche bella ragazza, signori ambasciatori, perché so che anche questo è un merito che tutti quanti siete molto orgogliosi di portare. E noi lo apprezzeremmo molto, perché siamo latini». Old, troppo old.</p>
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		<title>Audizione in Comune</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 11:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[3 - Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Donne Politica e Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[interventi]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>

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		<description><![CDATA[AUDIZIONE IN COMUNE: 2 LUGLIO 2010
DonneInQuota si occupa di pubblicità sessista fin dalla fine del 2008, nella convinzione che l’immagine della donna veicolata dai media, che lavorano su vecchi stereotipi, sia estremamente dannosa per la piena realizzazione della vita lavorativa e sociale delle donne.
Inoltre, non siamo le uniche a sostenere (vedi intervento del Presidente della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>AUDIZIONE IN COMUNE: 2 LUGLIO 2010</strong></p>
<p><a href="http://lnx.donneinquota.org/wp-content/uploads/2010/07/IMG00015.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-937" style="margin: 10px;" title="IMG00015" src="http://lnx.donneinquota.org/wp-content/uploads/2010/07/IMG00015-300x227.jpg" alt="IMG00015" width="300" height="227" /></a>DonneInQuota si occupa di pubblicità sessista fin dalla fine del 2008, nella convinzione che l’immagine della donna veicolata dai media, che lavorano su vecchi stereotipi, sia estremamente dannosa per la piena realizzazione della vita lavorativa e sociale delle donne.</p>
<p>Inoltre, non siamo le uniche a sostenere (vedi intervento del Presidente della Repubblica Napolitano in occasione del rinnovo del contratto Rai) che la sovraesposizione di corpi nudi femminili presente nei media sia in parte responsabile della violenza contro le donne, che, ricordiamo, è la prima causa di morte tra le donne dai 16 ai 45 anni di età.</p>
<p>Alle mie spalle,  potete vedere le pubblicità contro cui abbiamo svolto la nostra azione: uno spot televisivo della <strong>Bialetti</strong>, i manifesti stradali della <strong>Relish</strong>, un altro spot televisivo, quello della <a href="http://lnx.donneinquota.org/?p=331"><strong>Tim</strong></a>, la campagna pubblicitaria della <strong><a href="http://lnx.donneinquota.org/?p=546">Kraun</a>,</strong> lo spot tv della <a href="http://lnx.donneinquota.org/?p=401"><strong>Colombina De Longhi</strong></a>, e per ultimo, quello che viene chiamato viral marketing: <strong>fi.GA’</strong>, la bibita ai fiori di guaranà, che impazza nei bar dalla scorsa estate e che ora ha allargando i suoi tentacoli anche alla notte rosa di Riccione. E naturalmente la <a href="http://lnx.donneinquota.org/?p=848">3</a>, la cui lettera è all’origine di questa audizione.</p>
<p>Diversi sono stati gli esiti delle ns. lettere di protesta, alcuni insperati, altri “legali”, ma la ns. azione continua e raccoglie consensi. Dopo l’adesione della Consulta delle donne di Rozzano e di altre Associazioni e organismi alle ns. proteste – come vedete la lettera della 3 porta anche la loro firma,  stiamo cercando l’adesione di tutti gli organismi simili dei comuni della provincia di Milano.</p>
<p>In Italia non abbiamo una normativa nazionale ma l’argomento è molto sentito nel mondo femminile e parecchie associazioni si stanno muovendo sul territorio, come Anna Maria Spina di Udi vi racconterà nell’intervento che segue.</p>
<p>All’estero invece la situazione è diversa. Vi leggo un estratto del libro uscito di recente di Caterina Soffici “Ma le donne no. Come si vive nel paese più maschilista d’Europa”.</p>
<p>Quote</p>
<p>“Un interessante rapporto dell’EASA, l’European Advertising Standards Alliance, del maggio del 2008 mette a confronto le diverse legislazioni e i regolamenti di autodisciplina pubblicitari in vigore in Europa con particolare riferimento al genere…….</p>
<p>In <strong>Austria</strong>, oltre ad un organismo di autocontrollo, c’è una “Legge per il trattamento paritario” che stabilisce, tra le altre cose, che non si possono usare parti nude del corpo femminile per pubblicizzare prodotti che non siano direttamente correlati.</p>
<p>In <strong>Belgio</strong> vigilano addirittura due autorità, una per la lingua francese e una per il fiammingo. La legge richiede una particolare attenzione ai messaggi dove si usa il corpo umano senza alcun legame oggettivo e soggettivo con il prodotto commercializzato. Lo stesso concetto appare nella legislazione <strong>ceca,</strong> in quella <strong>finlandese</strong> e in quella <strong>slovacca.</strong></p>
<p>In<strong> Francia </strong>si dedica un intero capitolo agli stereotipi sessuali, di genere e razziali e si scrive esplicitamente che la pubblicità non può ridurre la persona umana, e in particolare la donna, a un oggetto.</p>
<p>Riferimento al genere fanno anche i codici di autocontrollo in <strong>Germania, Ungheria e Irlanda</strong>, mentre in <strong>Polonia</strong> e in <strong>Olanda</strong> si proibiscono in modo sommario discriminazioni tra uomo e donna nella rappresentazione commerciale del corpo umano.</p>
<p>La legislazione più avanzata è quella <strong>svedese,</strong> dove si proibisce in maniera esplicita la visione vecchio stile dei ruoli sessuali e si condannano gli stereotipi.</p>
<p>In <strong>Gran Bretagna</strong> ci sono ben 3 enti preposti al controllo preventivo dei messaggi: uno per la stampa, cinema, mail e media in generale, uno solo per la televisione e uno solo per la radio.</p>
<p>Discorso a sé merita la <strong>Spagna</strong>.  Qui la pubblicità sessista è illegale e la proibizione è inserita nella legge contro la violenza di genere. E’ la prima legge fatta approvare dal leader socialista Zapatero il 28 dicembre 2004. Si intitola “Misure di prevenzione contro le violenze di genere”.</p>
<p>Vietare la pubblicità sessista come misura di prevenzione della violenza di genere è già di per sé un messaggio fortissimo, perché dà per scontato qualcosa che altrove stenta a essere riconosciuto. Si ammette la necessità di intervenire sull’immaginario proprio in uno dei luoghi dove prospera la cultura che genera violenza.</p>
<p>Un quote</p>
<p>A livello UE,  è da tempo che si ragiona sull’impatto che il marketing e la pubblicità hanno sull’uguaglianza tra donne e uomini. Non per altro la mozione del Parlamento Europeo a cui noi facciamo riferimento nelle nostre lettere di protesta si chiama: “Motion for a European Parliament resolution on how marketing and advertising affect equality between women and men” (2008/2038 (INI)).</p>
<p>Ciò premesso, chiediamo che il Comune:</p>
<p>-         applichi improrogabilmente la Risoluzione europea sopra citata negli spazi di sua proprietà</p>
<p>-         si doti di un codice etico che le concessionarie delle pubblicità devono firmare, pena la non concessione dello spazio pubblico</p>
<p>Associazione DonneInQuota</p>
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		<title>Giunta Regionale</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 09:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[1 - rappresentanza]]></category>
		<category><![CDATA[Donne Politica e Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Legge Regione Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa dell&#8217;Associazione Articolo 51 relativo al ricorso al TAR per le nomine della Giunta regionale.
L&#8217;Ass. Articolo 51 Laboratorio di Democrazia Paritaria comunica che Giovedì 24 Giugno 2010 tramite gli Avvocati del Foro di Milano Ileana Alesso e Massimo Clara è stato notificato alla Regione Lombardia il ricorso al TAR per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa dell&#8217;Associazione Articolo 51 relativo al ricorso al TAR per le nomine della Giunta regionale.</p>
<p>L&#8217;Ass. Articolo 51 Laboratorio di Democrazia Paritaria comunica che Giovedì 24 Giugno 2010 tramite gli Avvocati del Foro di Milano Ileana Alesso e Massimo Clara è stato notificato alla Regione Lombardia il ricorso al TAR per l&#8217;annulamento dei decreti di nomina dei componenti la  Giunta Regionale così come ufficializzati sul B.U.R.L del 29 Aprile 2010.</p>
<p>Risulta chiaro, infatti, lo squilibrio di genere nelle nomine degli Assessori, un “15 a 1” che viola non solo l&#8217;Art. 11 dello Statuto d&#8217;Autonomia della Regione Lombardia, ma anche L&#8217;Art.25 del medesimo Statuto oltre che l&#8217;Art.51 della Costituzione Repubblicana in merito di Pari Opportunità e pari accesso alle Istituzioni siano esse Statali e/o Regionali .</p>
<p>L&#8217;Ass. Art. 51 ritiene la composizione della Giunta inaccettabile e “impresentabile” per una Regione, quale la Lombardia è, che si presenta come motore socio-economico innovativo del Paese Italia.</p>
<p>E&#8217; intollerabile che su 5.000.000 di donne presenti sul territorio regionale, la maggior parte delle quali ad alta scolarizzazione e posizione lavorativa, il Presidente eletto non abbia potuto trovare componenti adatte al ruolo istituzionale di Assessore,tenuto conto che lo Statuto Regionale all&#8217;Art. 25 permette al Presidente eletto di poter scegliere i membri della Giunta anche al di fuori dei Consiglieri eletti: ciò ci sembra una evidente mancanza di valorizzazione delle cittadine lombarde che non possono e non debbono essere considerate solo voti per l&#8217;urna elettorale.</p>
<p>L&#8217;Ass.Art.51 Laboratorio di Democrazia Paritaria si augura che il ricorso possa correggere quello che consideriamo un errore accidentale di “percorso” della Giunta, che pure, nel precedente mandato, ben ha operato per le Pari Opportunità , proprio nell&#8217;aver voluto inserire, prima in Italia, l&#8217;Art.11 sulla Democrazia Paritaria, nello Statuto Regionale e siamo certe, quindi, che il Presidente Formigoni, sempre sensibile alle tematiche della politica di genere, saprà porre rimedio ad un 15 a 1 vergognoso e lesivo dell&#8217;immagine della Regione Lombardia quale Regione avanzata e innovativa.</p>
<p>Ufficio Stampa Ass. Art.51 Laboratorio di Democrazia Paritaria</p>
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		<title>Donne. E&#8217; l&#8217;ora della generazione Alfa in zona 3</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 22:11:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admail</dc:creator>
				<category><![CDATA[3 - Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Comune - Zone]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative 2010]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciclo di nove conferenze nelle nove sedi dei Consigli di zona di Milano
Donne. E’ l’ora della generazione Alfa
 
L’Associazione DonneInQuota propone un ciclo di incontri nei Consigli di Zona della Città di Milano. In ogni incontro si affronterà un settore professionale, culturale, politico e civile, nel quale le donne, in principio escluse, sono oggi riuscite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style="text-decoration: underline;">Ciclo di nove conferenze nelle nove sedi dei Consigli di zona di Milano</span></p>
<p align="center"><strong>Donne. E’ l’ora della generazione Alfa</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p>L’Associazione <strong>DonneInQuota </strong>propone un ciclo di incontri nei Consigli di Zona della Città di Milano. In ogni incontro si affronterà un settore professionale, culturale, politico e civile, nel quale le donne, in principio escluse, sono oggi riuscite ad affermarsi. A discuterne sarà Valeria Palumbo, giornalista e autrice de “L’ora delle ragazze alfa”, DonneInQuota e due o tre rappresentanti per volta del settore preso in esame. I campi affrontati cercheranno di coprire l’ampio spettro, dall’economia allo sport, del nuovo volto del potere. In pratica nove incontri per nove tappe distinte. Il nostro obiettivo è quello di raccontare ai più giovani (ragazze e ragazzi) come sia stato difficile per le donne, a causa di leggi, divieti, pregiudizi e credenze diffuse, affermarsi nei campi più disparati. E aiutare i più anziani (uomini e donne) a ricordare quanto, in Italia, questo percorso di emancipazione sia stato recente. E non si sia ancora consolidato.</p>
<p align="center">
<p align="center">
<p align="center"><strong>Il settimo incontro sarà in Zona 3</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><span style="color: #ff0000;"><strong>Mercoledì 30 giugno alle ore 20.30</strong></span></p>
<p align="center"><span style="color: #ff0000;"><strong>presso la Sala Consiliare – Via Sansovino 9</strong></span></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>Filosofe, teologhe, pensatrici, professoresse di cattedre importanti e rettori di università prestigiose. </strong>Il pensiero non è stato affatto sempre “maschio”, da Ipazia in poi le donne lo hanno fatto loro. Ma la strada qui è più ardua che altrove: nei festival di filosofia e storia, sulle cattedre più importanti, nei convegni internazionali resiste una schiacciante maggioranza di uomini</p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center">Intervengono, insieme a <strong>Valeria Palumbo:</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>Francesca Vaglienti</strong>, <em>Professore aggregato di Storia Medievale – Università degli Studi di Milano <strong> </strong></em></p>
<p align="center"><strong>Arianna Bianchi</strong>, <em>Dottoranda in Filosofia – Università degli Studi di Milano</em></p>
<p align="center"><strong>Beatrice Magni</strong>, <em>Ricercatrice di Filosofia Politica – Università degli Studi di Milano</em></p>
<p align="center">
<h2><em><strong><a href="http://lnx.donneinquota.org/wp-content/uploads/2010/06/zona31.pdf">volantino.pdf</a></strong><br />
</em></h2>
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